Ripensare la storia universale - Giustino e l'Epitome delle Storie Filippiche di Pompeo Trogo

von: Alice Borgna

Georg Olms Verlag AG, 2018

ISBN: 9783487422367 , 290 Seiten

Format: PDF

Kopierschutz: Wasserzeichen

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Preis: 54,99 EUR

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Ripensare la storia universale - Giustino e l'Epitome delle Storie Filippiche di Pompeo Trogo


 

In un'epoca imprecisata, a Roma un certo Giustino si imbatte in un raro esempio di storia universale scritta in latino, le Storie Filippiche di Pompeo Trogo: affascinato, ne compone quel che definisce breve florum corpusculum. Oggi, perduto Trogo, questa epitome potrebbe almeno preservarne il dato storico, ma non è così: gli errori, i fraintendimenti e i tagli infelici che la percorrono hanno distorto l'originale, di cui non resta che un'idea confusa. Possiamo dare la colpa allo scarso acume di Giustino, tanto limitato da non essersi accorto dell'inadeguatezza del suo riassunto? Se, fino ad ora, gran parte della critica ha risposto in maniera affermativa alla questione, questo lavoro la riapre a partire dall'unica traccia certa che Giustino ha lasciato di sé: il materiale che dell'originale ha scelto di conservare e le modalità con cui lo ha cucito insieme. Lungi dall'essere stati raccolti senza criterio, i flores che compongono l'Epitoma si rivelano connessi da un robusto filo rosso, dipanando il quale anche i più dibattuti problemi non solo su Giustino, ma anche su Pompeo Trogo conosceranno nuove risposte.****************The only known instance of universal history in Latin before the Christian Orosius, the 'Historiae Philippicae' by Pompeius Trogus, is lost in the original and only survives in the form of a clumsy abridgment by a certain Justin, an otherwise unknown author of very dubious chronology. Unfortunately, the apparently inexplicable omissions, inaccuracies, and ineffective editing that mark Justin's abridgment have so far hindered the 'Historiae Philippicae' from being used as a reliable historical source. The present book reconsiders the unfavorable judgements on the quality of Justin's work that are often repeated in scholarship and takes the peculiar features of the Epitome as precious historical indicators of its setting, its audience, and its chronology. This first systematic analysis of the editing and abridging process shows that Justin's selection was the product of a conscious and coherent modus operandi; as a result, it will become possible also to reassess some of the most discussed debates on Pompeius Trogus.